Chi ha paura dei carboidrati?

Chi ha paura dei carboidrati?

Chi ha paura dei carboidrati?

La tendenza degli ultimi anni sembra puntare sempre più verso diete iperproteiche, che eliminano o riducono drasticamente pasta, pane, riso e simili. Questo approccio è legato principalmente alla convinzione che “i carboidrati facciano ingrassare”. Come tutte le diete fortemente sbilanciate, il taglio netto dei carboidrati non è mai una buona idea. E nonostante un’alimentazione a base di pizza e biscotti non sia l’ideale, sarebbe bene fare chiarezza sulla dilagante paura dei carboidrati.
Non dimentichiamo che i carboidrati sono la nostra principale fonte di energia: alcuni elementi del nostro corpo – come il sistema nervoso centrale e i globuli rossi – funzionano esclusivamente traendo energia dai carboidrati.

Chi ha paura dei carboidrati?

Ci sono carboidrati e carboidrati

Partiamo dal presupposto che non tutti i carboidrati sono uguali. Non si possono paragonare 60 grammi di riso integrale a 60 grammi di zucchero bianco, nonostante appartengano alla stessa macrocategoria.

Quindi: cosa sono i carboidrati?
Sono sostanze formate da carbonio e acqua e – in base alla loro struttura chimica – vengono divisi in semplici e complessi. Se non bastasse il nome a suggerirlo, da semplici a complessi il discorso cambia, e parecchio!

• I carboidrati complessi sono quelli che contengono amido, ovvero tutti i cereali (grano, orzo, farro, miglio…) e i loro derivati (pane, pasta, pizza…) e i tuberi.

• I carboidrati semplici, invece, si trovano per esempio nel comune zucchero bianco, nella frutta e nella verdura, ma anche nel latte (sotto forma di lattosio). Si trovano anche nei prodotti industriali come lo sciroppo di glucosio o di fruttosio.

Carboidrati semplici: non un semplice calcolo calorico

Non fatevi ingannare: anche se a livello organico non c’è differenza tra lo zucchero da cucina e quello contenuto in una mela, questo non significa che uno vale l’altro.

Focalizzandosi sui carboidrati, infatti, si perdono di vista per esempio le fibre e tutti gli altri micronutrienti. Una mela media di 200 grammi (sceglietela biologica, così da poter mangiare anche la buccia!) apporta circa 5,2 grammi di fibra e 24 milligrammi di vitamina C. Tutti benefici che lo zucchero bianco non apporta!

carboidrati semplici

Per questa ragione, per esempio, il succo di mela e il frutto stesso non sono equivalenti: a parità calorica, il potere saziante del succo, avendo perso tutte le fibre, è decisamente minore.

Tutti i carboidrati semplici, a differenza di quelli complessi, vengono assorbiti più velocemente causando picchi glicemici. Si tratta di innalzamenti molto rapidi della glicemia, proprio in virtù del fatto che passano molto velocemente dall’intestino al circolo sanguigno.

Anche scegliendo i carboidrati complessi si possono fare scelte consapevoli, tenendo d’occhio il quantitativo di fibre e i micronutrienti. Optare, ad esempio, per della pasta integrale o per del farro non perlato (cioè raffinato) è un ottimo punto di partenza.

Gli zuccheri nell’industria alimentare

I biscotti e i prodotti da forno contengono un mix di carboidrati complessi (amido) con l’aggiunta di zuccheri semplici. Solitamente a questi si aggiungono quantità importanti di burro, oli non di prima scelta, coloranti e conservanti. Non è, quindi, il loro essere carboidrati a non farne una scelta sana, ma piuttosto il prodotto nel complesso.

L’industria alimentare, inoltre, usa lo sciroppo di glucosio/fruttosio e lo zucchero semplice per insaporire gli alimenti (è risaputo che questi elementi creino dipendenza). Li possiamo trovare nei cereali della prima colazione, nelle bevande in lattina, nella passata di pomodoro e in piccole quantità anche in tantissimi altri alimenti come il salmone affumicato e gli insaccati. Sareste stupiti, leggendo bene le etichette, di dove possano nascondersi questi zuccheri!

Ma quindi? Quali carboidrati?

Come sempre, l’approccio migliore è sempre quello di un medico nutrizionista, che vi consigli in base ai vostri bisogni specifici. Il nostro consiglio, qualunque sia il vostro fabbisogno, è di prediligere alimenti il meno raffinati possibile. Dopo un periodo di “disintossicazione da zuccheri industriali” sarete stupiti di quanto una mela possa risultare dolce al palato. Provare per credere!