I sintomi da carenza di Vitamina D

Vitamina D sole

I sintomi da carenza di Vitamina D

Stanchezza cronica, debolezza diffusa, dolore alle ossa e mal di schiena, depressione, osteoporosi, perdita di capelli… La lista è lunga! Questi sono i sintomi da carenza di Vitamina D e, come studi recenti hanno affermato, chi ha questo tipo di carenze può essere più esposto a gravi conseguenze, anche in occasione di infezioni virali come nel caso del Coronavirus. Eppure, tutti questi sintomi potrebbero essere tranquillamente evitati da una trentina di minuti passati al sole.

Ma cosa c’entra il sole? Non stavamo parlando di vitamine?

Il sole c’entra eccome. Siamo abituati a pensare alle vitamine come a qualcosa che possiamo assumere solo tramite il cibo (oppure gli integratori). E se è vero, come vedremo, che ci sono alcuni cibi che contengono vitamina D, non c’è alcun bisogno di stravolgere la nostra alimentazione, magari già sana, o di prendere integratori. È sufficiente usufruire del proprio balcone, o di una finestra, magari in compagnia di un buon libro. Oppure, meglio ancora, concedersi qualche minuto di passeggiata nei dintorni di casa, per fare bene anche alle nostre colonne vertebrali piegate dallo smart working.

Che cos’è la Vitamina D e dove si trova

La Vitamina D è un componente fondamentale per l’assorbimento e la regolamentazione dei minerali. Il nostro organismo la utilizza per regolare i livelli di calcio e di fosforo nel sangue: è quindi importantissima per una buona calcificazione delle ossa. Non solo: la Vitamina D partecipa anche al buon funzionamento dei muscoli e del sistema immunitario.

Esistono due gruppi di Vitamina D:

  • La Vitamina D2 (ergocalciferolo)
  • La Vitamina D3 (colecalciferolo)

 

Vitamina D cibo

Entrambe le forme di Vitamina D sono liposolubili e  verranno poi mutate nella forma ormonale attiva del calcitriolo. La Vitamina D2 si assume con il cibo: possiamo trovarla, in alta concentrazione, sia nei derivati animali (nel tuorlo dell’uovo, in alcuni pesci più “grassi”come salmone, tonno o aringhe, nell’olio di fegato di merluzzo e nel burro) che in quelli vegetali (verdure verdi e alcuni funghi). Come sempre, se volete qualche nozione in più sull’alimentazione, vi suggeriamo di dare un’occhiata ai nostri libri consigliati.

La Vitamina D3, invece, come dicevamo, proviene direttamente dal sole.

 

L’esposizione solare

Vitamina D sole

È proprio sulla nostra esposizione al sole che ci vogliamo soffermare: possiamo dire, in tutta onestà, di passare quei famosi trenta minuti al giorno sotto ai raggi solari?

E se vi dicessimo che per il 90% la Vitamina D viene sintetizzata dalla pelle e solo per il restante 10% dalla dieta? La Vitamina D3, infatti, viene sintetizzata attraverso l’assorbimento dei raggi del sole (UVB), grazie a una reazione chimica che parte da un grasso simile al colesterolo. La pelle, per ricevere adeguatamente i raggi solari, non deve essere coperta da abiti o crema solare. Basta che sia esposta la superficie corrispondente a volto e braccia per sintetizzare la quota sufficiente al fabbisogno di un giorno. Dopo l’esposizione di massimo un’ora ai raggi solari, la pelle va protetta adeguatamente. La cosa migliore è quella di esporsi poco ma tutti i giorni piuttosto che esporsi molte ore consecutivamente per poi non uscire più di casa per diversi giorni. Come sempre, la moderazione la fa da padrona.

Provate a fare così: programmate una passeggiata durante le  ore centrali del mattino/primo pomeriggio quando il sole è alto e ha la giusta inclinazione per stimolare la pelle, sempre senza esagerare,  oppure fate attività fisica nel parco vicino a casa, invece che su di un tappetino in salotto o in camera da letto. Il vostro livello di Vitamina D vi ringrazierà!