La Body Positivity: ama il tuo corpo come un tempio

“Il corpo umano è un tempio. Come tale va curato e rispettato, sempre”. È con questa celebre frase di Ippocrate che apriamo il discorso della body positivity.

Body Positivity

In un’epoca segnata da filtri di Instagram, i media ci lanciano due messaggi contrastanti. È giusto che le case di moda aprano le proprie passerelle a modelle oversize. Eppure, celebrità e influencers dai corpi scultorei continuano a sponsorizzare the dimagranti e integratori miracolosi.

Perché l’apparenza è così importante? Quando un qualunque corpo differisce dall’ideale che accomuna il nostro immaginario, noi tendiamo a considerarlo “diverso”. Se classifichiamo un aspetto ben preciso come “bello”, non è difficile pensare che ogni altro – necessariamente – non lo è.

Che cos’è il movimento “body positivity”?

Il termine body positivity nasce tra il 2010 e il 2011 per merito di donne oversize che postavano dei contenuti sui social media con l’hashtag #BodyPositivity. L’obiettivo era di promuovere un messaggio dedicato a chi ha un corpo che non rientra nei canoni estetici imposti dai media. Abbracciare il movimento body positive era – ed è ancora – un gesto radicale di amore e cura per se stessi.

Che cosa significa, oggi, essere body positive?

Il movimento è iniziato come reazione a corpi magrissimi e tonici, da copertina, irrealistici. È stata l’immediata risposta a “guarda com’è tornata in forma quella modella dopo due gravidanze”. L’accettazione di se stesse si allarga, complici i social, a macchia d’olio. Ed ecco comparire ragazze e donne da tutto il mondo che mostrano smagliature, cicatrici sul viso dovute all’acne. O ancora, donne che non fanno finta di essere nate senza peli o che parlano apertamente di problematiche legate al genere.

Cosa possiamo imparare dal movimento?

La body positivity ci parla anche – e soprattutto – di solidarietà fra donne: possiamo spiegare alle nostre figlie che parlare di mestruazioni (come di malattie sessualmente trasmissibili o qualsiasi altra problematica) non è un tabù. Oppure, che un corpo in salute è più importante di un’apparenza scultorea. Possiamo accettare che le smagliature dopo la gravidanza siano i naturali segni di un’esperienza meravigliosa, non qualcosa da nascondere.

Attenzione però: la body positivity non ci dice solamente di amare ed accettare il nostro corpo, “rassegnandosi” al non prendersi cura si sé. Non è l’accettazione passiva di ogni cosa che riguardi il nostro corpo, ma semplicemente, è un riaffermare la propria dignità in quanto persona e la propria libertà decisionale.