La coppetta mestruale fa per me?

La scorsa settimana vi abbiamo parlato della coppetta mestruale dal punto di vista di una paziente. Questa settimana entriamo nello specifico, aiutandovi a rispondere alla domanda “La coppetta mestruale fa per me?”

Com’è fatta?

Si tratta, in sostanza, di un piccolo “imbuto” che si inserisce nel canale vaginale e che raccoglie il sangue mestruale. La differenza sostanziale con gli altri assorbenti è proprio questa: non assorbe ma raccoglie, permettendo un buon mantenimento del ph e dell’ecosistema vaginale. Può essere realizzata in silicone anallergico, in silicone platinico o in elastomero termoplastico (TPE) e si modella perfettamente al corpo femminile. 

Coppetta mestruale

Come si utilizza?

Per le prime volte, può essere utile il suo uso a casa, per capire come collocarla e percepire se ci dovessero essere delle perdite dovute al malposizionamento. Una volta presa la mano, però, essendo molto morbida e flessibile, sarà semplicissimo infilarla e sfilarla, avendo l’accortezza di svuotarla e sciacquarla con acqua e sapone neutro. 

Nella scelta della coppetta è, però, importante prendere in considerazione alcune caratteristiche:

  • la quantità del flusso mestruale (per scegliere la sua capacità contenitiva)
  • la tonicità del pavimento pelvico (per scegliere la morbidezza)
  • la distanza tra la cervice uterina e l’ingresso vaginale (per la corretta lunghezza)
  • presenza di parti avvenuti per via vaginale (per la dimensione della coppetta stessa)

Infine, tra un ciclo e l’altro è importante disinfettare in maniera corretta la coppa mestruale.

Perché preferirla a un tampone interno?

Si può utilizzare la coppetta al mare o in piscina, né più né meno come un assorbente interno. La differenza con questi ultimi è che – oltre a non modificare il ph e l’ecosistema vaginale –  non crea disturbi di secchezza vaginale, irritazioni e allergie cutanee ma soprattutto non supporta la proliferazione di germi e batteri. Inoltre, non ci sono riscontri sull’insorgenza della sindrome da shock tossico (TSS), una malattia infettiva grave, a volte mortale, causata da tossine batteriche (Staphylococcus aureus e Streptococcus pyogenes, e associata all’utilizzo prolungato degli assorbenti interni.

E come se non bastasse a convincervi…

La coppetta mestruale è anche amica dell’ambiente! Non solo per la riduzione della quantità di rifiuti non biodegradabili, ma anche per l’utilizzo di materiali meno tossici per la sua realizzazione: petrolio, sbiancanti, cloro che, invece, si usano per gli assorbenti interni ed esterni usa e getta.

Ultima caratteristica, non meno importante, è il risparmio economico: alcune donne la utilizzano persino per un decennio!

 

Da Doctors&Doulas si può ricevere la consulenza dell’ostetrica Federica Grassi, molto esperta in riabilitazione del pavimento pelvico (e sostenitrice della coppetta!)