L’ovaio policistico: cos’è e come affrontarlo

Parliamo di ovaio policistico:

Nella mia carriera di ginecologa mi è capitato spessissimo di prendermi cura di donne e ragazze affette da ovaio policistico (PCOS). Tutte erano convinte di avere un’alterazione la cui sola risoluzione fosse l’assunzione di estrogeni e progesterone, utilizzata anche come contraccezione. (Ne parliamo più nel dettaglio in questo articolo).
Questa terapia viene spesso prescritta anche a ragazze giovanissime (14-15 anni) per risolvere i vari sintomi associati alla sindrome dell’ovaio policistico. Le problematiche più comuni sono irregolarità mestruali, acne, ipertricosi (crescita eccessiva dei peli in aree del corpo tipicamente maschili).
Quello che, purtroppo, le giovani donne non sanno è che le ovaie con PCOS non sono piene di cisti ma di piccoli follicoli. Questi follicoli sono come dei sacchettini pieni d’acqua che dovrebbero contenere l’uovo prima dell’ovulazione.
Il motivo per cui un ovaio non fa maturare un solo follicolo al mese – ma si riempie di decine di questi sacchetti – è spesso associato allo stile di vita e alla qualità degli alimenti scelti dalla giovane donna.

Ma che cosa può causare l’ovaio policistico?

Cibi poveri di nutrienti, la carenza di zinco di inositolo e acido folico. Imballaggi di plastica che possano contenere disturbatori endocrini, cosmetici che contengano – anch’essi – molecole capaci di alterare il sistema endocrino (ad esempio i parabeni). Ritmi di vita alterati (ad esempio saltare la colazione e l’addormentarsi troppo tardi), scarsa esposizione al sole con conseguente carenza di vitamina D… Sono, questi, tutti fattori che possono contribuire a un’alterazione del processo ovulatorio e all’immaturità dei follicoli. Come reazione, i follicoli non hanno la vitalità per scoppiare, facendo uscire la cellula uovo e rimanendo numerosi nel parenchima ovarico, mimando la comparsa di cisti.

Perché, allora, si continua a prescrivere la pillola?

La cosa che più mi fa arrabbiare come professionista è che la maggior parte dei miei colleghi ha perso l’entusiasmo nello spiegare queste cose alle giovani donne e – in modo molto più semplice e sbrigativo – prescrive la pillola.
Questa ha sì il vantaggio di regolarizzare le mestruazioni, di ridurre l’acne e la peluria, ma, alla lunga, non migliora il processo ovulatorio. Inoltre – se assunta per molti anni consecutivamente – può nascondere i veri motivi che danneggiano le ovaie, rendendo il recupero della loro funzione veramente difficile.
Quindi, capita spesso che, alla sospensione degli ormoni, quando la donna vorrebbe proprio che le sue ovaie funzionino bene per poter concepire un bimbo, loro sono ancora sotto l’effetto di queste “cattive abitudini” e non riescano più a produrre la cellula uovo necessaria.
Per questo motivo da Doctors&Doulas promuovo uno stile di vita sano a tutto tondo, che parta dall’alimentazione e dalla cura di se stessi.
Dott.ssa Simona Nava