Esami di laboratorio

Gli esami ematochimici analizzano le sostanze presenti nel sangue. Chiamati anche analisi del sangue, questi test sono fondamentali per determinare in quale quantità tali sostanze sono presenti all’interno del corpo. Aiutano i medici a capire se gli organi funzionano bene, diagnosticare malattie e scoprire eventuali fattori di rischio, controllare se una terapia sta dando i suoi frutti e valutare la coagulazione del sangue.

La Doctors & Doulas, per venire incontro alle esigenze dei propri pazienti, ha stretto una convenzione con il Synlab. Da noi hai l’opportunità di eseguire analisi di laboratorio a prezzi estremamente vantaggiosi e con un grande risparmio di tempo. Ti basterà presentarti presso il nostro centro con il foglio di accettazione del ginecologo, senza dover chiedere la prescrizione al medico di famiglia. E c’è di più: i costi delle analisi sono inferiori rispetto a quelle effettuate tramite il ticket del Sistema Sanitario. 

 

Il tumore al collo dell’utero

Il tumore al collo dell’utero è il secondo tumore più frequente nelle donne. Si riscontrano 3500 nuovi casi all’anno, anche se è un numero in netta diminuzione rispetto a molti anni fa. Il responsabile è il papilloma virus. Esistono però tanti tipi di HPV: solo alcuni possono trasformare l’infezione in cancro.

Spesso il virus non scatena sintomi evidenti, ma prima che danneggi le cellule in maniera irreversibile passano molti anni, quindi le donne hanno tutto il tempo d’intervenire con una diagnosi precoce. La soluzione migliore in questo senso è il pap test.

Che cos’è il pap test?

Il pap test è l’esame che consente di identificare anomalie cellulare presenti sul collo dell’utero. Si consiglia di eseguire il pap test ogni 3 anni, dai 25 ai 64 anni, salvo differenti indicazioni da parte dello specialista curante. Se vengono rilevate cellule anomale, vengono effettuati ulteriori controlli per confermare che siano presenti davvero queste alterazioni e iniziare la terapia adatta.

Come si esegue?

Con una spatolina apposita, lo specialista preleva alcune cellule che si staccano da sole dal collo dell’utero per poi strisciarle su un vetrino. Queste cellule vengono poi esaminate al microscopio.

Pap test tradizionale vs pap test in fase liquida

Il pap test tradizionale, quello eseguito nella stragrande maggioranza dei casi, consiste nel prelievo delle cellule mediante appunto la spatolina e successivo striscio su vetrino. Questa tipologia di pap test consente solo di scoprire se ci sono in atto alterazioni delle cellule, con immagini poco nitide se sono presenti  infezioni batteriche o micotiche..

Il pap test in fase liquida, invece, utilizza un meccanismo differente: le cellule non vengono strisciate su vetrino ma sciolte in una soluzione liquida. In questo modo, il campione è privo di agenti contaminanti come batteri, muco e sangue. E c’è di più: in questo modo è possibile individuare il tipo di papilloma virus presente. Il reflex è in sostanza una soluzione innovativa, l’ideale per prevenire il tumore al collo dell’utero nel migliore dei modi.

Come prepararsi all’esame?

  • Aspetta che siano passati 4 giorni dal ciclo mestruale
  • Sospendi i rapporti sessuali ed eventuali terapie farmacologiche interne (come ad esempio gli ovuli) almeno 3 giorni prima                       

Il pap check, con l’azione combinata di pap test e HPV test, consente di individuare le infezioni causate dal papilloma virus. Quest’ultimo è responsabile del tumore al collo dell’utero, perciò monitorare lo stato di salute consente di intervenire per tempo e bloccarne la progressione.

Con questo tipo di esame si ricerca il DNA dell’HPV ad alto rischio. Vengono prelevate le cellule dalla cervice e si analizzano poi al microscopio. È possibile ricercare la presenza di papilloma virus anche negli uomini su campioni di sperma e urine.

Esistono più di 150 tipi di HPV. In genere non causano problemi, ma la forma più frequente è il condiloma, una sorta di verruca come quelle che si formano sulle mani ad esempio. Possiamo fare una distinzione fra HPV a basso rischio e ad alto rischio.

HPV a basso rischio

L’HPV a basso rischio non provoca il tumore alla cervice. Causa condilomi o alterazioni. Ecco i tipi di papilloma a basso rischio: 6, 11, 40, 42, 44, 53, 54, 61, 72, 73 e 81.

HPV ad alto rischio

Esistono altrettanti tipologie di HPV  ad alto rischio, responsabili della formazione di cellule anomale. Se non individuate in tempo, queste ultime si trasformano in tumore. I tipi a cui stare più attenti sono: 16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59 e 68. I più pericolosi sono il 16 e il 18.

Il test HPV

Quest’esame consente di verificare la presenza di DNA del papilloma virus. Simile al pap test, l’esame in questione si esegue in ambulatorio tramite prelievo. Per prepararsi all’esame, è fondamentale che il ciclo mestruale sia assente e bisogna astenersi da rapporti sessuali e dall’utilizzo di prodotti farmacologici intimi nei 3 giorni precedenti il test.

Le anomalie cromosomiche (tra cui la più nota è la sindrome di Down), sono causate da un’alterazione del numero o della forma dei cromosomi del feto, e possono causare una sindrome congenita, ovvero presente fin dal concepimento.

La diagnosi di anomalie cromosomiche si può eseguire, già durante la vita intrauterina, mediante il prelievo di liquido amniotico o di villi coriali (amniocentesi o villocentesi). Entrambi questi esami sono gravati da un rischio di abortività di circa l’1%.

Poiché questi esami implicano un rischio di aborto, la diagnosi prenatale non può essere offerta a tutta la popolazione di pazienti gravide, per cui negli anni si sono valutati vari metodi di screening della popolazione per identificare le donne più a rischio.

La prima metodica di screening per la Sindrome di Down è stata introdotta all’inizio degli anni ’70 ed era basata sull’associazione fra trisomia 21 ed avanzata età materna. Attualmente l’indicazione ad un esame invasivo di diagnosi prenatale, quale amniocentesi o villocentesi, è solo in donne con età uguale o superiore ai 35 anni.

Questa strategia ha come risultato la necessità di un esame invasivo in circa il 25% delle donne in gravidanza, ma permette di identificare solo meno della metà dei feti con la Sindrome di Down, dal momento che la maggior parte dei feti affetti proviene da fasce di età materna più giovani.

Tratto da fetal medicine foundation (www.fetalmedicine.com)

Per migliorare la strategia di screening e permettere di identificare più feti affetti da sindrome di Down, eseguendo il minor numero di amniocentesi si sono susseguiti negli anni vari metodi, riassunti nella seguente tabella che associa ai vari test la percentuale di feti correttamente diagnosticati.

Metodo di screening
Sensibilità (%)
Età materna

30

TRITEST (età + esami biochimici) a 15 settimane

50-70

Età + traslucenza nucale (NT) a 12 settimane

70-80

DUOSCREEN (età+NT+esami biochimici) a 12 settimane

90

Usando i nuovi metodi di screening con la combinazione di più parametri si riduce drammaticamente la percentuale di donne che necessitano di un test invasivo dal 20% a meno del 3%, ed allo stesso tempo aumenta la capacità diagnostica nei confronti delle principali anomalie cromosomiche dal 30% al 90%.

Altri vantaggi dell’ecografia della 12 settimana includono:

  • Accurata datazione della gravidanza
  • Diagnosi precoce di anomalie fetali maggiori
  • Individuazione delle gravidanze multiple

Per poter ottenere i molteplici benefici derivanti dall’ecografia della 12 settimana è essenziale che gli operatori abbiano una buona conoscenza delle caratteristiche e della gestione delle condizioni identificate, abbiano ricevuto un training adeguato per garantire uno standard elevato, siano sottoposti ad una valutazione periodica e continua della distribuzione statistica delle misurazioni e ad una revisione periodica delle immagini ecografiche.

Per eseguire i test di screening ecografici il nostro centro si avvale solo di operatori in possesso della licenza della Fetal Medicine Foundation (FMF) di Londra che richiede ai suoi collaboratori un attento e meticoloso percorso formativo.

L’ecografia per la translucenza nucale va prenotata presso la segreteria del centro DOCTORS & DOULAS. In aggiunta all’ecografia, si può eseguire il prelievo di sangue materno per il dosaggio di esami biochimici (B-HCG e PAPP-A). Tale prelievo può essere eseguito dalle due settimane prima dell’ecografia (raccomandato da FMF), fino al giorno stesso dell’ecografia.

Nello screening rientra infine la ricerca del DNA fetale nel sangue materno. Si tratta di un esame non invasivo che rileva le principali anomalie cromosomiche, quali la Sindrome di Down, di Edwards, di Patau, di Klinefelter, di Jacobs e Trisomia X. Il test è è un semplice prelievo di sangue, quindi sicuro sia per il bambino che per la mamma.

E per quanto riguarda l’attendibilità? Le percentuali sono le seguenti:

  • 99% per la Sindrome di Down, di Edwards e di Patau
  • 95% per la Sindrome di Turner.

Ovviamente, l’esame non può escludere la presenza di tutte le anomalie cromosomiche esistenti. Riesce a individuare solo le principali.

D.ssa Simona A. Nava

L’esame

Il tampone vaginale è un esame indolore utilizzato per prelevare le secrezioni vaginali. Una parte del campione viene posto su un vetrino e inviata al laboratorio per l’analisi, l’altra viene inserita in dei contenitori per un esame colturale. Grazie al tampone vaginale è possibile individuare i disturbi vaginali e il microrganismo responsabile, fra cui batteri (come Chlamydia Trachomatis, Neisseria Gonorreae, Mycoplasma Genitalium, Ureaplasma Urealiticum), funghi, virus (come Herpes Simplex virus 1/2) e lieviti.

Come prepararsi

È importante effettuare l’esame in assenza di ciclo mestruale, quindi qualche giorno prima dell’inizio o qualche giorno dopo la fine delle mestruazioni. Bisogna poi sospendere terapie antibiotiche e micotiche, terapie e creme in vagina, astenersi dai rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti e non utilizzare detergenti intimi la mattina del test.

Il tampone cervicale è un esame che ha il compito d’individuare microrganismi responsabili di infezioni della cervice. Diversamente dal tampone vaginale, quello cervicale comprende anche l’analisi del collo dell’utero. Vengono raccolte le cellule e secrezioni cervicali strisciate poi su vetrino che verranno inviate in laboratorio. È necessario evitare lavande vaginali e creme nelle 24 ore precedenti, nonché sospendere l’assunzione di antibiotici almeno 7 giorni prima.

Il tampone vagino-rettale si esegue in gravidanza dopo 35 settimane. L’obiettivo è individuare la presenza di un batterio, lo Streptococco beta-emolitico di gruppo B, innocuo per la mamma e il feto. Questo microrganismo può essere pericoloso per il bambino al momento del parto.

L’esame

L’agoaspirato, in sede unica o multipla a seconda dei casi, consente di prelevare mediante un ago molto sottile del materiale biologico, soprattutto cellule e tessuti. Chiamato anche agobiopsia o biopsia, quest’esame viene effettuato se si sospetta la presenza di tumori. Solo con quest’analisi accurata è infatti possibile osservare le caratteristiche del cancro o verificarne l’assenza.

Come prepararsi

Tutto dipende dalla zona in cui viene prelevato il materiale. Sarà premura del medico specialista spiegare alla paziente come prepararsi all’esame.

Il Gut screening si esegue su feci e urine e analizza la parte digestiva e microbiologica della flora intestinale. È consigliato in caso di patologie autoimmuni, coliti croniche, dermatiti, gastriti, malattie infiammatorie, stanchezza, colon irritabile, diarrea, cistiti, emicrania, cistiti, disturbi digestivi, allergie, durante la chemioterapia e come prevenzione.

Il campione del gut screening viene seguito dagli esperti del laboratorio per 8 giorni e viene sottoposto a diverse colture. Nel caso del gut screening normale, si punta a individuare l’eventuale presenza di protozoi, elminti, funghi e batteri non autoctoni, divise per comodità di processo in 5 sezioni.

Oltre a quello normale, sono disponibili altre tipologie di gut screening. Il gut screening large rileva quanto detto precedentemente e in più sangue occulto, calprotectina e scotch test (per individuare eventuali ossiuri). È indicato se si sospetta la parassitosi intestinale.

Il gut screening plus comprende l’esame normale e in aggiunta la rilevazione del sangue occulto, la misurazione della calprotectina e della lattoferrina (fecali). È utile per valutare in maniera approfondita lo stato dell’infiammazione intestinale.

Il gut screening mini di controllo infine è indicato a chi ha già eseguito altri gut in precedente e vuole verificare se la terapia consigliata dal medico ha sortito l’effetto desiderato. Non comprende parassitologico e olistico urine che sono invece compresi negli altri gut.

Si tratta di una procedura chirurgica atta a rimuovere eventuali polipi endocervicali e/o endometriali presenti. L’intervento si effettua, in caso di pazienti in età fertile, nella prima metà del ciclo mestruale. Durante la menopausa invece, è possibile effettuarlo in qualunque momento.